Il monitoraggio della stampa dal 1° al 7 giugno mette in luce una serie di tematiche cruciali legate al mondo della scuola, a partire dai gravi episodi di cronaca e dal disagio giovanile. Hanno suscitato accese polemiche la visione di video shock sugli allevamenti intensivi in una scuola primaria di Alghero e, soprattutto, l’aggressione a un docente nel trapanese da parte di un alunno di dodici anni. Quest’ultimo caso ha sollevato forti preoccupazioni sui rischi di manipolazione emotiva e istigazione alla violenza all’interno di canali social e gruppi di messaggistica online, riaprendo il dibattito sulla necessità di vietare le piattaforme digitali ai minori di quindici anni e di introdurre nelle scuole presidi fissi con psicologi e specialisti della polizia postale. Per rispondere all’incremento di ansia e malessere emotivo tra gli studenti nel post-Covid, è stato comunque lanciato il servizio di assistenza psicologica digitale gratuito “AscoltaMi”.
Parallelamente, si registrano importanti novità sul piano normativo e organizzativo. Ha ottenuto l’approvazione definitiva il disegno di legge Valditara che introduce l’obbligatorietà del consenso informato preventivo dei genitori per le attività scolastiche legate a tematiche sensibili e divisive, come l’educazione sessuale e affettiva, una riforma che ha diviso l’opinione pubblica tra chi la vede come una tutela della libertà familiare e chi come un rischio di censura. Sul fronte del personale docente, si evidenzia una netta spaccatura geografica: mentre le regioni del Nord vivono una costante emergenza con oltre 47mila cattedre vacanti per l’anno 2026/27, si assiste a un massiccio “controesodo” di professori meridionali che scelgono di rientrare nelle proprie terre d’origine, spinti anche dal caro vita e dai costi insostenibili degli affitti nelle metropoli settentrionali. Inoltre, i dati Istat confermano che quasi il 22% dei giovani italiani si trova in una condizione di forte vulnerabilità educativa legata al background familiare, con un divario che penalizza soprattutto il Mezzogiorno.
Non mancano, infine, progetti virtuosi e iniziative di forte valore educativo e sociale. In Toscana e in Lombardia si sperimentano percorsi flessibili e laboratori per favorire l’inclusione degli studenti con background migratorio, mentre a Roma si celebrano i cinquant’anni della “Scuola in Ospedale” presso il Bambino Gesù, un servizio fondamentale che garantisce il diritto allo studio e un presidio di normalità terapeutica per i giovani degenti. Trovano spazio anche progetti di giustizia riparativa tra studenti e detenuti a Nuoro, manifestazioni giovanili e marce per la pace e contro il bullismo a Genova e Bergamo, e bandi regionali per la riqualificazione degli istituti scolastici – come a Oristano – volti a trasformare le scuole in spazi aperti al territorio e fruibili anche per attività serali.
Lunedì 1 giugno
LA NUOVA SARDEGNA- VIDEO CHOC DEGLI ATTIVISTI IN CLASSE: «SUI BIMBI SOLO EFFETTI NEGATIVI- LUIGI SORIGA
Riporta la dura reazione della psichiatra Alessandra Nivoli (direttrice della clinica psichiatrica dell’Aou di Sassari) riguardo a un incontro avvenuto in una scuola primaria di Alghero.
Durante le lezioni, due attivisti dell’associazione animalista Anonymous for the Voiceless hanno mostrato ad alunni giovanissimi (dalla prima alla quinta elementare) dei video shock sugli allevamenti intensivi. Secondo l’esperta, l’utilizzo di immagini così crude e cariche di violenza su bambini piccoli non ha alcun valore educativo, poiché a quell’età i minori non possiedono ancora gli strumenti cognitivi per contestualizzare e rielaborare un simile impatto
emotivo. Il rischio concreto è quello di generare traumi, disorientamento e profonda sofferenza, minando il ruolo della scuola come luogo sicuro e protetto.
Mentre gli attivisti si difendono affermando che nei filmati non vi fossero scene di sangue, i genitori degli alunni hanno espresso forte indignazione, lamentando di non essere stati minimamente informati o coinvolti preventivamente dalla dirigenza scolastica, parlando apertamente di “violenza psicologica” sui propri figli.
LA REPUBBLICA- LA CHAT DEI RAGAZZI CON IL COLTELLO «LEGAMI FRA TRAPANI E BERGAMO»- S.P.
Tratta il preoccupante caso di cronaca legato all’aggressione avvenuta all’istituto Lombardo Radice di San Vito Lo Capo.
Il testo analizza i legami telematici tra il giovanissimo aggressore siciliano e un coetaneo lombardo, ipotizzando che i due frequentassero il medesimo gruppo Telegram (“Telegram-Ilia”) all’interno del quale venivano scambiati messaggi farneticanti e violenti. Gli investigatori della Procura per i minorenni di Palermo e i carabinieri stanno esaminando i dispositivi informatici per verificare l’esistenza di una rete di manipolazione emotiva o di canali di messaggistica in cui si istigava a compiere azioni violente nelle scuole.
Nel medesimo contesto della pagina, viene data voce alla madre del dodicenne attraverso un’intervista curata dal giornalista **Salvo Palazzolo**, intitolata “«Qualcuno ricattava mio figlio è finito in un gioco terribile un grave errore avermelo tolto»”. La donna, profondamente scossa, difende il profilo del figlio descrivendolo come un ragazzo dal rendimento scolastico eccellente, sempre gentile ed educato, che non aveva mai manifestato segni di malessere prima di quel momento. La madre esprime il forte sospetto che il figlio sia rimasto intrappolato in un devastante “gioco” online e che fosse vittima di ricatti da parte di qualcuno sul web, spiegando inoltre come il giovane fosse riuscito ad aggirare le applicazioni di controllo parentale installate sul suo smartphone.
CORRIERE DELLA SERA- PROF AGGREDITO IN CLASSE, AL SETACCIO I CONTATTI DELLO STUDENTE 12ENNE. INDAGINE PER ISTIGAZIONE- LARA SIRIGNANO
Approfondisce il grave episodio di violenza avvenuto in una scuola media della provincia di Trapani. Gli inquirenti della Procura per i minorenni di Palermo stanno indagando per istigazione a delinquere a carico di ignoti, focalizzandosi sull’analisi del telefono cellulare del dodicenne per verificare se sia stato spinto o manipolato da qualcuno sul web, cercando in particolare legami con l’accoltellatore di Bergamo. Prima dell’aggressione al docente di tecnologia, il ragazzo aveva condiviso messaggi inquietanti e video sui social (come TikTok e Discord), in cui mostrava coltelli e annunciava il suo intento, accumulando follower e visualizzazioni prima che il suo profilo venisse sequestrato e chiuso dalle autorità. Nel frattempo, la scuola sta attivando supporti psicologici per compagni e docenti, rimasti fortemente traumatizzati dall’accaduto.
Sulla stessa pagina, l’intervista intitolata “«Vietiamo i social sotto i quindici anni. La legge è pronta, il governo si muova»” a cura di Alessandra Arachi dà spazio alla deputata Marianna Madia, firmataria di una proposta di legge bipartisan per vietare l’accesso ai social network
ai minori di quindici anni. Nell’intervista si sottolinea l’urgenza di proteggere la salute psicofisica dei ragazzi e di non lasciare sole le famiglie davanti ai pericoli e alle dipendenze della rete, auspicando che l’esecutivo proceda rapidamente con i decreti attuativi mancanti, in linea con quanto si sta discutendo anche a livello europeo.
IL SOLE 24 ORE- LIVELLI EDUCATIVI, IL RISCHIO NASCE IN FAMIGLIA PER IL 22% DEI GIOVANI- ENRICO MARRO
Esamina i dati Istat relativi alla povertà educativa in Italia attraverso la mappatura di 78 indicatori che uniscono le condizioni familiari, la scuola e il contesto sociale. Dall’analisi emerge che il 21,7% dei ragazzi tra i 14 e i 19 anni vive in una situazione di forte vulnerabilità educativa legata soprattutto al background socioculturale ed economico della famiglia di origine, un fattore che incide pesantemente sulle competenze future e sul rischio di abbandono scolastico. Il fenomeno si manifesta con un marcato divario territoriale che penalizza in modo particolare il Mezzogiorno (soprattutto in regioni come Sicilia, Calabria e Campania), dove si registrano le incidenze più elevate di rischio familiare, scolastico e sociale, a fronte di contesti più stabili e con performance migliori nel Nord-Est. L’articolo evidenzia inoltre dati allarmanti sull’ambiente domestico, come il fatto che quasi la metà dei giovani non legga libri e che molti vivano in case sovraffollate, mentre sul fronte scolastico permane la grave criticità legata all’assegnazione di docenti di sostegno non qualificati per gli studenti con disabilità.
IL SOLE 24 ORE- SUPPORTO PSICOLOGICO AGLI ALUNNI CON 3MILA PROFESSIONISTI ABILITATI”- EUGENIO BRUNO E CLAUDIO TUCCI
Illustra il lancio del servizio di assistenza psicologica digitale “AscoltaMi”, introdotto per contrastare il forte incremento di ansia, depressione e disagio relazionale tra i giovani nel post-Covid.
Il progetto, accessibile attraverso la piattaforma ministeriale “Unica”, mette a disposizione degli studenti della scuola secondaria di primo e secondo grado la possibilità di richiedere un ciclo di cinque colloqui online gratuiti con professionisti iscritti all’albo. L’iniziativa viene finanziata tramite un sistema di voucher del valore di 250 euro per ciascun percorso terapeutico, con l’obiettivo iniziale di raggiungere circa 35mila studenti nell’anno scolastico 2025/26, per poi estendere la platea fino a 75mila ragazzi nell’anno successivo grazie a uno stanziamento complessivo di 19,5 milioni di euro. I genitori possono selezionare direttamente online lo psicologo più adatto consultando i profili e le competenze dei circa tremila professionisti che hanno già aderito all’iniziativa.
In correlazione a questo tema, la pagina ospita un secondo focus intitolato “Équipe specializzate nelle scuole in raccordo con il territorio”, in cui vengono analizzate le linee guida nazionali elaborate con l’Università di Bologna. Questo studio evidenzia la necessità di superare la logica degli interventi d’emergenza o degli sportelli d’ascolto isolati, promuovendo invece una presenza strutturata e continuativa della psicologia scolastica integrata con i servizi territoriali, capace di operare in sinergia per il benessere dell’intera comunità educativa.
Martedì 2 giugno
AVVENIRE- NELLE SCUOLE DI PRATO DOVE GLI STUDENTI CINESI SONO LA MAGGIORANZA: «LA CITTÀ NON CI ISOLI»- ANDREA GALLI
Analizza l’alto tasso di alunni con background migratorio nelle scuole della città toscana, dove in alcuni istituti la presenza di studenti di origine straniera (prevalentemente cinese) supera il 60% del totale. Questa realtà demografica mette a dura prova l’organizzazione scolastica tradizionale, innescando dinamiche di potenziale isolamento e difficoltà linguistiche, con un tasso di dispersione scolastica che sul territorio raggiunge l’11%. Per rispondere a questa complessa sfida e favorire l’inclusione, il progetto pilota “Prato comunità educante” – sostenuto da fondazioni bancarie e imprese sociali – interviene offrendo percorsi didattici flessibili, laboratori extrascolastici e il supporto di educatori e mediatori linguistici sia a scuola sia nei doposcuola, nel tentativo di ricucire il legame tra le aule scolastiche e il tessuto cittadino.
In fondo alla stessa pagina si trova un secondo articolo intitolato “Al Giambellino gli alunni inventano il quartiere. Nasce il dizionario delle strade «viste dai bimbi»” a cura di Andrea Galli. Questo testo racconta l’esperienza dei bambini della scuola primaria “Narcisi” di Milano, situata in un quartiere periferico a forte composizione multietnica. In collaborazione con l’associazione “L’ascolto”, gli alunni hanno mappato e ridefinito le vie e i luoghi della loro zona attraverso i propri occhi, traducendo poi i termini in varie lingue (arabo, senegalese, cinese, rumeno, inglese) per facilitare l’accoglienza dei nuovi compagni arrivati da poco in Italia e favorire lo sviluppo di una comunità scolastica realmente aperta e inclusiva.
ITALIAOGGI- CATTEDRE, EMERGENZA AL NORD. 47MILA I POSTI VUOTI, IL 58% NELLE REGIONI SETTENTRIONALI- ERMINIA ROTA
Affronta la complessa situazione degli organici scolastici per l’anno 2026/27 dopo la conclusione della fase di mobilità dei docenti. L’analisi dei dati evidenzia la presenza di oltre 47mila posti rimasti vacanti a livello nazionale, con una fortissima concentrazione nelle regioni del Nord (in particolare in Lombardia, Piemonte e Veneto) che da sole accumulano circa il 58% delle cattedre scoperte. Questo squilibrio geografico genererà una massiccia assegnazione di contratti a tempo determinato e il ricorso a decine di migliaia di supplenti per garantire la regolare continuità didattica all’inizio delle lezioni, evidenziando una profonda differenza geografica tra la stabilità del personale nel Mezzogiorno e la costante emergenza di cattedre vuote nelle regioni settentrionali.
Nella stessa pagina, il focus intitolato “Scuole accorpate, Ata blindati” a cura di Marco Campione, esamina il prossimo decreto ministeriale che definisce gli organici del personale ausiliario, tecnico e amministrativo (Ata). Il testo mette in luce come le novità più rilevanti riguardino la “sterilizzazione” degli effetti del dimensionamento scolastico sui contingenti Ata, le cui tabelle non subiranno riduzioni direttamente proporzionali al calo della popolazione studentesca. Tuttavia, l’efficacia di questa tutela viene garantita solo nei contesti in cui le regioni abbiano effettivamente provveduto ad attuare i piani di riorganizzazione e fusione delle istituzioni scolastiche.
ITALIAOGGI- DEBUTTA SCUOLA PER IL LAVORO. UN MODELLO INTEGRATO PER RILANCIARE L’APPRENDISTATO DUALE- MARTINO SCACCIATI
Illustra la nuova sperimentazione avviata in Puglia che coinvolge Regione, Ufficio scolastico regionale, Mim, scuole, Arpal e Inps. Il progetto mira a superare i limiti storici dell’apprendistato duale, una formula formativa che in passato ha riscontrato diverse difficoltà applicative sul territorio italiano a causa della complessa gestione contrattuale e delle discrepanze tra gli orari scolastici e i ritmi aziendali. Questo modello integrato punta a far incontrare in modo efficiente l’offerta formativa e la domanda di lavoro delle imprese, ridefinendo il piano di studi dei ragazzi affinché una parte significativa del percorso didattico si svolga direttamente in azienda, offrendo alle imprese la possibilità di formare e assumere giovani già specializzati.
Sulla stessa pagina si trova un secondo articolo intitolato “Più reclami, più risposte. Vietato al preside rispondere con una sola mail ai docenti” a cura di Antonio Ciccia Messina. Il testo esamina un recente provvedimento del Garante della privacy che ha sanzionato una scuola per violazione dei dati personali. Il caso specifico riguardava la risposta fornita da un dirigente scolastico a un sindacato in merito al reclamo di due insegnanti; il preside aveva accorpato le informazioni relative a entrambe le docenti all’interno di un’unica comunicazione cumulativa, rendendo così visibili a terzi dati sensibili e personali (tra cui dettagli su assenze prolungate). Il Garante ha stabilito che la scuola è sempre tenuta a tutelare la riservatezza dei dipendenti, imponendo l’obbligo di formulare risposte distinte e separate per ciascuna posizione, anche laddove i reclami trattino la medesima tematica.
LA REPUBBLICA- AUCI: «ORA PSICOLOGI E PIÙ FORMAZIONE PER AIUTARE GLI ALUNNI»”- MARIO DI CARO
Analizza il disagio giovanile e i rischi del web a seguito del grave caso del dodicenne di San Vito Lo Capo che ha aggredito il proprio professore.
Nell’intervista, la scrittrice e insegnante siciliana Stefania Auci evidenzia come l’installazione di metal detector nelle scuole sia una misura inutile e come, invece di demonizzare la rete, sia fondamentale comprendere i segnali di malessere dei ragazzi, i quali spesso si rifugiano in spazi virtuali privi del controllo degli adulti. Secondo l’autrice, durante la pandemia si è verificata una sorta di esplosione emotiva che ha amplificato fenomeni di violenza, maschilismo e intolleranza online. Per fare fronte a questa emergenza, Auci sottolinea l’assoluta necessità di incrementare la presenza di psicologi competenti all’interno degli istituti e di fornire ai docenti una formazione specifica e mirata, indispensabile per intercettare precocemente le crisi di panico, le dipendenze da piattaforme digitali e le fragilità degli studenti.
IL MESSAGGERO- «IL RISCHIO EMULAZIONE È FORTE A SCUOLA SERVE IL SUPPORTO FISSO DI PSICOLOGI E POLIZIA POSTALE»- LAURA PACE
Riporta una profonda riflessione della scrittrice e insegnante siciliana Stefania Auci a seguito dell’ondata di aggressioni violente registrate negli istituti scolastici italiani, da Parma a Teramo fino al caso del dodicenne di San Vito Lo Capo.
Secondo l’autrice, gli insegnanti non possiedono oggi gli strumenti psicologici necessari per decifrare la complessità del disagio giovanile, ulteriormente esasperato dai social network.
Sulle piattaforme digitali la violenza viene spesso spettacolarizzata e trasformata in un mezzo per ottenere visibilità e consenso tra i coetanei, alimentando un pericoloso meccanismo di emulazione. Di fronte a questa emergenza, che vede i docenti privati della loro autorevolezza e ridotti a semplici erogatori di voti, Auci sottolinea come non sia più sufficiente l’apporto sporadico di esperti, ma diventi fondamentale introdurre all’interno delle scuole un presidio fisso composto da psicologi capaci di intercettare precocemente i segnali di malessere e da specialisti della polizia postale per educare i ragazzi sui reali pericoli della rete.
IL SECOLO XIX- ASILI ESTIVI GESTITI DAI PRIVATI, IL COMUNE NON CAMBIA IDEA. TENSIONE CON I SINDACATI- ALESSANDRO PALMESINO
Analizza la delicata situazione dei centri estivi per l’infanzia del Comune di Genova, la cui gestione per quest’anno sarà affidata a cooperative e realtà private. Nonostante le forti pressioni e i tentativi di mediazione da parte delle organizzazioni sindacali, l’amministrazione comunale ha deciso di non modificare la propria linea d’azione, confermando l’impossibilità di coprire i turni ricorrendo al personale interno a causa delle adesioni insufficienti da parte delle maestre, nonostante l’aumento dei compensi incentivanti proposti dall’assessora ai Servizi educativi Rita Bruzzone.
La decisione ha scatenato la dura reazione dei sindacati, in particolare della Cisl Fp, la quale contesta fermamente una riduzione imprevista della dotazione organica che andrebbe a colpire otto specifiche strutture scolastiche (tra cui Villa Sciallero, Garrone e Villa Letizia). Secondo quanto denunciato dalla segretaria della Cisl Cinzia Maniglia, il drastico taglio del personale e dei collaboratori scolastici rischia di ripercuotersi pesantemente sulla qualità del servizio e, soprattutto, sull’assistenza ai bambini con disabilità; il sindacato evidenzia il paradosso di un incremento degli alunni con certificazione ex legge 104 a fronte di una parallela diminuzione delle ore e delle figure di sostegno individualizzato, paventando il concreto rischio di lasciare le educatrici a gestire classi complesse in condizioni di forte precarietà e con un supporto discontinuo.
Mercoledì 3 giugno
LA NUOVA SARDEGNA- PREMIATI A ROMA PER GLI STUDI STORICI TRE ALUNNI TEMPIESI SI FANNO ONORE- G.M.
L’articolo celebra il successo di tre studenti dell’ultimo anno delle scuole superiori di Tempio Pausania – Diego Tatti, Fabrizio Meloni e Camilla Cucca – che si sono aggiudicati una menzione speciale all’ottavo concorso nazionale intitolato a Milena Rombi, stimata docente e storica del Novecento originaria di Telti. Il premio, organizzato dal Liceo “Vivona” di Roma in collaborazione con il Liceo “Dettori-De André” di Tempio, è nato per mantenere viva la memoria della professoressa Rombi e il suo profondo legame con la Gallura. I tre ragazzi hanno partecipato presentando una ricerca storica incentrata sulla valorizzazione della memoria e delle identità collettive, dimostrando una qualità metodologica e una passione per la disciplina che sono state fortemente apprezzate dalla commissione esaminatrice. Il testo sottolinea come la storia, spesso considerata una materia ostica, possa invece trasformarsi in uno straordinario strumento di crescita e di coinvolgimento per le giovani generazioni quando viene affrontata con entusiasmo e rigore scientifico, offrendo ai ragazzi
un’importante vetrina di livello nazionale e un giusto riconoscimento al loro impegno e a quello dei loro docenti.
AVVENIRE- CUSTODIRE UN CUORE CHE AMA LA VERITÀ- LUCA RAMELLO
Il testo approfondisce il compito educativo affidato agli oratori, ai circoli e ai patronati per l’estate, focalizzandosi sul tema della formazione dei giovani nell’era dell’intelligenza artificiale e delle nuove frontiere tecnologiche. L’autore evidenzia come la vera sfida odierna non risieda nel rifiutare il progresso, bensì nel salvaguardare e coltivare l’umanità, l’empatia e le relazioni autentiche tra i ragazzi, evitando che le macchine si sostituiscano al pensiero critico e alla coscienza emotiva. Attraverso tre immagini metaforiche – la bussola, la chiave e la stella – l’articolo delinea un percorso in cui l’oratorio funge da luogo di accoglienza, servizio e condivisione, guidando le nuove generazioni a crescere come persone responsabili, capaci di orientarsi verso il bene e di vivere la fede e la comunità in modo attivo e solidale.
LA REPUBBLICA- LIBERI DI INSEGNARE IL BOICOTTAGGIO DEI PROF CONTRO I LIBRI DI TESTO- VIOLA ARDONE
La tesi centrale dell’articolo analizza la mobilitazione, nata in Emilia-Romagna dalla Rete per la scuola pubblica e dal Movimento cooperativo educativo, che vede numerosi docenti scegliere di non adottare i manuali scolastici tradizionali per il prossimo anno. Questa forma di protesta punta a rivendicare la libertà di insegnamento sancita dall’articolo 33 della Costituzione e contesta apertamente le nuove indicazioni ministeriali e la riforma degli istituti tecnici, giudicate troppo rigide, nozionistiche ed eurocentriche a scapito della cultura generale e del pensiero critico. L’autrice evidenzia come l’adozione alternativa di dispense, materiali integrativi e strumenti digitali non sia un rifiuto della cultura, ma un modo per stimolare l’autonomia didattica e la ricerca attiva tra i banchi, trasformando l’insegnamento in un laboratorio vivo anziché nella passiva ripetizione di un testo preconfezionato. Nelle pagine viene inoltre descritto come questa forma di “sciopero del libro” si stia diffondendo a macchia d’olio da nord a sud in decine di istituti storici italiani, unendo i professori nella difesa di una scuola che metta al centro le attitudini e le reali necessità formative degli studenti.
LA STAMPA- I PRECARI DEL SOSTEGNO- CHIARA DAVICO
L’articolo mette in luce la grave situazione strutturale in cui versa l’istruzione piemontese, evidenziando come nel Torinese i docenti di sostegno precari rappresentino ormai i due terzi del totale. A fronte di un calo demografico generale che ha ridotto la popolazione studentesca complessiva negli ultimi dieci anni, il numero di alunni con disabilità certificata è invece aumentato in modo netto, passando da circa 6.500 a quasi 11.000. Per far fronte a questa richiesta, le cattedre di sostegno sono quasi triplicate, ma l’incremento ha gravato quasi interamente su contratti a tempo determinato, con il numero di insegnanti precari raddoppiato negli ultimi cinque anni. I sindacati di categoria lanciano un forte allarme sulla mancanza di continuità didattica: la stragrande maggioranza di questi docenti cessa il servizio a giugno, costringendo gli studenti a cambiare insegnante ogni settembre e a ricominciare da capo il proprio percorso educativo. La denuncia si concentra sull’urgente necessità che il Ministero prenda atto di questi dati stabilizzando il personale e ampliando i
corsi di specializzazione, per garantire un supporto adeguato e stabile a una fascia di studenti che necessita di particolare tutela.
LA STAMPA- “SUPPORTO ANCHE AI PLUSDOTATI L’AUTISMO NON È PIÙ UN TABÙ-INTERVISTA A CHIARA DAVICO, NEUROPSICHIATRA INFANTILE AL REGINA MARGHERITA E DOCENTE DELL’UNITO.
Il testo analizza l’evoluzione scientifica e culturale che ha portato a un forte aumento delle diagnosi di autismo e dei disturbi dello spettro neuroevolutivo tra gli studenti negli ultimi anni. L’esperta spiega che questo incremento non è dovuto a una diffusione improvvisa di una “malattia”, bensì a criteri diagnostici radicalmente mutati a partire dal 2013, che hanno ampliato il campo includendo vari livelli di funzionamento, fino a casi eccellenti come quello di Elon Musk. Nell’articolo si evidenzia il superamento dello stigma sociale, con una maggiore consapevolezza e accettazione sia da parte delle famiglie sia da parte dei medici, i quali oggi riescono a intercettare anche le necessità dei bambini plusdotati o “iper-intelligenti”, che spesso manifestano comportamenti disfunzionali in classe a causa della noia o della frustrazione relazionale. Davico sottolinea l’importanza di valutare l’impatto dei sintomi sul funzionamento complessivo del bambino e non solo sul rendimento scolastico, lodando il sistema inclusivo italiano che ha abolito le classi speciali, ma ricordando al contempo il ruolo cruciale di un insegnante di sostegno preparato e competente nel cambiare radicalmente e in positivo la vita quotidiana di questi studenti.
IL SECOLO XIX- STELLA E CHRISTIAN DAL LICEO DI ROMA FINO AL QUIRINALE-ANDREA BALLERINI
L’articolo racconta l’emozionante e straordinaria esperienza vissuta da due studenti romani, Christian Bernardo e Stella Silva, entrambi frequentanti il Liceo scientifico, linguistico e classico “Edoardo Amaldi” situato nella periferia di Roma, nella zona di Tor Bella Monaca. I due giovani sono stati scelti per incontrare e intervistare il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della Festa della Repubblica, rappresentando una delegazione di intervistatori tutti under 35. Nel testo viene riportato il vivo ricordo dei ragazzi, i quali sono rimasti profondamente colpiti dall’autentico calore, dalla pacatezza e dall’atteggiamento informale del Capo dello Stato, descritto come una figura paterna capace di mettere chiunque a proprio agio e di trasmettere una grande fiducia nel futuro. L’intervista ha toccato temi cruciali e di stretta attualità tra cui l’impatto dell’intelligenza artificiale, le crisi mondiali, l’immigrazione e le sfide delle nuove generazioni. L’articolo mette in evidenza il valore simbolico e inclusivo di questo incontro, che ha permesso a due studenti provenienti da un contesto territoriale spesso associato a complessità sociali di farsi portavoce dei sogni, delle speranze e dell’impegno civile di tutti i giovani italiani direttamente davanti alla massima carica dello Stato.
IL MESSAGGERO- GLI STUDENTI DEL FOSCOLO IN SCENA PER LA RASSEGNA DEL TEATRO ANTICO- KAREN LEONARDI
Il testo descrive il successo della nona edizione della rassegna Nazionale del Teatro Antico ad Albano Laziale, svoltasi nell’area retrostante il Museo Civico. Protagonisti assoluti dell’evento, iniziato il 26 maggio, sono stati gli studenti dei laboratori teatrali del Liceo Ugo Foscolo di Albano, i quali hanno portato sul palco opere ispirate alla grande tradizione
classica greca e latina, spaziando dalle tragedie a commedie brillanti ed esilaranti. Lo spettacolo, coordinato dalla professoressa Marcella Petrucci nell’ambito delle attività di potenziamento teatrale, ha ricevuto il plauso del neosindaco Massimo Ferrarini e della preside Adele Bottiglieri per la capacità di unire approfondimento culturale e coinvolgimento della cittadinanza. Tra le novità di quest’anno spicca l’istituzione di una giuria popolare e l’apertura della kermesse a due licei ospiti di Roma e Terracina. La manifestazione si concluderà lunedì 8 giugno nell’Aula Magna del liceo con le premiazioni ufficiali dei ragazzi e la consegna del Premio “Elena Montani”, giunto alla quinta edizione per onorare la memoria della stimatissima e compianta docente dell’istituto, confermando il teatro come uno straordinario strumento educativo e di crescita personale.
Giovedì 4 giugno
IL MESSAGGERO- PIÙ AMICI, MENO TELEFONI PER LE PRIME COMUNIONI REGALO I SUPER SANTOS- ROBERTA PUGLIESI
Viene raccontata l’iniziativa di Don Florin D’Amata, trentacinquenne viceparroco della parrocchia Maria Santissima del Pianto e San Carlo di Isola Liri. Il sacerdote, che è anche insegnante di religione presso la scuola media “Giuseppe Nicolucci” di Isola Liri, ha deciso di regalare il celebre pallone arancione ai bambini che hanno concluso il percorso di preparazione alla Prima Comunione. L’obiettivo del parroco-insegnante è lanciare un forte messaggio educativo in un’epoca dominata dalla tecnologia: contrastare l’isolamento causato da smartphone e dispositivi elettronici, invitando i giovanissimi a riscoprire il valore delle relazioni autentiche, il piacere di stare insieme, di guardarsi negli occhi e di condividere il gioco all’aria aperta. Questa scelta, nata anche dal confronto diretto con il referente scolastico per il cyberbullismo, punta a coinvolgere attivamente le famiglie in un percorso di responsabilità condivisa, ricordando che la felicità non si trova negli schermi, ma nella socializzazione reale e nella nascita di legami profondi.
LA STAMPA- PER L’INCLUSIONE NON BASTA IL SOSTEGNO LA RESPONSABILITÀ È DI TUTTA LA SCUOLA- CHIARA DI MAJO
Viene affrontato il tema della gestione degli alunni con disabilità, partendo dal dato che nel Torinese sono passati in dieci anni da 6.506 a quasi 11 mila, nonostante il calo demografico complessivo della popolazione studentesca. Tiziana Catenazzo, dirigente tecnica dell’Ufficio scolastico regionale del Piemonte, spiega che questo incremento è dovuto a una maggiore capacità di diagnosi precoce da parte dei servizi sanitari e a una minore stigmatizzazione da parte delle famiglie. Catenazzo sottolinea con forza che la presenza dell’insegnante di sostegno da sola non risolve i problemi e che l’inclusione reale avviene solo quando migliora la qualità del lavoro di tutto il gruppo classe, coinvolgendo attivamente sia i docenti curricolari che gli studenti. L’obiettivo strategico dell’Ufficio scolastico, anche attraverso l’attivazione di appositi sportelli e la formazione di commissioni dedicate, è quello di superare la logica della delega all’insegnante specializzato, spingendo l’intera comunità scolastica a leggere la complessità dei bisogni educativi e a innovare le pratiche didattiche in modo condiviso.
IL MATTINO- IL CONTROESODO DEI PROF RITORNO NEL MEZZOGIORNO DOPO UNA VITA AL NORD- GIANLUCA SOLLAZZO
Viene analizzato un significativo mutamento nella geografia della scuola italiana. I dati sulla mobilità interprovinciale per l’anno scolastico 2026-2027 evidenziano un’accelerazione nel rientro a casa dei docenti meridionali precedentemente assunti in grandi città del Nord come Milano, Torino e Bologna, un fenomeno guidato in buona parte dall’effetto combinato dei pensionamenti e del turnover nelle regioni del Sud. L’aumento dei professori meridionali rientrati segna un incremento del +32% rispetto all’anno precedente; l’epicentro di questo flusso in uscita è Milano, da cui sono partiti oltre 500 insegnanti, seguita da Torino e Bologna che registrano rispettivamente 172 e 207 docenti di ritorno verso le scuole del Centro-Sud. Tra le regioni beneficiarie spicca la Campania, che accoglie la quota maggiore con 120 trasferimenti da Milano e un totale di 207 docenti rientrati dai tre principali nodi del Nord, seguita da Sicilia e Puglia. A spingere i docenti a richiedere il trasferimento verso le proprie terre d’origine, oltre al desiderio di ricongiungimento familiare, incidono fortemente i fattori economici legati al caro vita nelle metropoli settentrionali, in particolare il peso insostenibile degli affitti e le spese di trasporto, che mettono a dura prova la qualità della vita del personale scolastico.
LA NUOVA SARDEGNA- STUDENTI E DETENUTI PROTAGONISTI NEL PROGETTO RIANNODARE I FILI- LUCIANO PIRAS
Viene raccontata la conclusione di un innovativo percorso di giustizia riparativa incentrato sulla biblioterapia e sul teatro. L’iniziativa, ideata dalla cooperativa sociale “Ut unum sint”, giunge al suo culmine con una rappresentazione teatrale di “Romeo e Giulietta” presso l’auditorium della scuola Maccioni Deledda di via Aosta, a Nuoro. Il progetto ha visto la collaborazione attiva di studenti del liceo scientifico “Fermi” di Nuoro e dei detenuti della casa circondariale di Badu ‘e Carros. Attravento laboratori di lettura critica e incontri, i partecipanti hanno lavorato insieme per superare i pregiudizi e favorire il reinserimento sociale. Come sottolineato dal promotore Don Pietro Borrotzu, l’esperienza non ha avuto un intento unicamente celebrativo, ma ha dimostrato come la cultura e l’interazione umana possano abbattere le barriere dell’esclusione, offrendo ai detenuti nuove prospettive di riscatto e agli studenti un’importante opportunità di crescita personale e civica.
CORRIERE DELLA SERA- IO, DOCENTE NEGLI ANNI 70, NON MI SENTIVO COSÌ POVERO- GIORGIO TETTAMANTI
Viene proposta una riflessione appassionata ed economica sulla professione del docente ieri e oggi. L’autore racconta la sua esperienza personale, iniziata nel 1979 come docente di ruolo di italiano, greco, latino, storia e geografia presso il ginnasio del Liceo classico Gallio di Como, gestito dai Padri Somaschi. Ricordando il suo primo stipendio di non più di 400 mila lire mensili, evidenzia come, pur non essendo una cifra elevata, all’epoca non lo facesse sentire povero, consentendogli di vivere dignitosamente anche grazie a una casa di proprietà e a qualche ripetizione privata. Mettendo a confronto quel periodo con la realtà odierna, l’autore esprime profonda comprensione per il disagio economico dei professori attuali, in particolare per coloro che si spostano dal Sud per insegnare al Nord affrontando il caro vita, sottolineando come oggi gli stipendi degli insegnanti siano diventati tristemente inadeguati e persino oggetto di disprezzo sociale, contrariamente al rispetto e al valore culturale che circondavano la figura del docente in passato.
Venerdì 5 giugno
AVVENIRE- LE STUDENTESSE SARA, ALESSIA, VIOLA, AGNESE: «IL NOSTRO VALORE NON SI MISURA CON UN VOTO»- ANTONELLA MARIANI
L’articolo esamina l’impatto del “metodo Rondine” all’interno del sistema scolastico, raccogliendo le testimonianze dirette delle studentesse Sara, Alessia, Viola e Agnese, provenienti dalle Sezioni Rondine. Le ragazze mettono in discussione il sistema di valutazione tradizionale, affermando con forza che la crescita personale, l’identità e il proprio valore umano non possono essere ridotti o misurati attraverso un semplice voto numerico.
Il progetto si propone di cambiare radicalmente l’approccio scolastico, trasformando l’aula in uno spazio di crescita inclusivo e relazionale, dove l’ansia da prestazione lascia il posto all’ascolto, alla comprensione e alla cooperazione. Attraverso questo percorso, focalizzato sulla gestione dei conflitti e sulla conoscenza di sé, la scuola smette di essere un luogo di mera competizione e diventa un cantiere del futuro, capace di formare “cittadini del mondo” attenti alla pace e al dialogo. Le studentesse sottolineano come il metodo abbia offerto loro gli strumenti per capire che l’errore non è un fallimento definitivo, ma una tappa fondamentale del percorso educativo, promuovendo una scuola che mette al centro la persona nella sua interezza piuttosto che la sola performance accademica.
AVVENIRE- DA MICHELLE A GIORGIA LA SCUOLA COME CURA- ANTONIO FERA
L’articolo celebra il cinquantesimo anniversario del progetto “Scuola in Ospedale” presso l’ospedale Bambino Gesù di Roma, un’iniziativa pionieristica nata nel biennio 1975-76 con pochi docenti e bambini, e oggi trasformata in una vasta rete nazionale che coinvolge oltre 80 docenti e più di 4 mila studenti all’anno tra ricoveri e day hospital. Attraverso un convegno e la proiezione di un video, a cui partecipa idealmente anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, viene ripercorsa la storia di un servizio che garantisce la continuità educativa e il diritto allo studio direttamente dalle corsie d’ospedale.
Il fulcro del racconto si snoda attraverso le toccanti testimonianze di due giovani: Michelle Arcangeli, ventunenne che ha affrontato la maturità dal letto d’ospedale subito dopo un delicatissimo trapianto di cuore e l’amputazione di una gamba, e Giorgia Spada, diciassettenne che ha combattuto contro la leucemia trovando nello studio un’ancora di salvezza contro l’angoscia della malattia. Per i giovani degenti, le lezioni e gli esami non rappresentano un semplice dovere burocratico o scolastico, ma si configurano come una vera e propria terapia per l’anima, un ponte emotivo verso il futuro e la normalità in grado di distogliere la mente dalle terapie e dal dolore. Esperti, pedagogisti e figure istituzionali sottolineano come in questo contesto la scuola diventi parte integrante della cura complessiva della persona, dimostrando che la febbre degli esami può felicemente superare e vincere, almeno a livello psicologico, la febbre della malattia.
AVVENIRE- EDUCAZIONE SESSUALE E AFFETTIVA: IL CONSENSO INFORMATO È LEGGE- PAOLO FERRARIO
L’articolo illustra l’approvazione definitiva del Senato al disegno di legge Valditara che introduce una “riforma storica” per la scuola italiana. La nuova norma stabilisce l’obbligatorietà del consenso informato preventivo da parte dei genitori per qualsiasi attività o
lezione scolastica legata a tematiche sensibili e divisive, con un focus specifico sull’educazione sessuale e l’affettività, estendendo tale principio dai nidi fino alle scuole secondarie superiori. Il Ministro dell’Istruzione e del Merito rivendica il provvedimento come un passo fondamentale per garantire trasparenza, eliminare l’ideologia dai programmi scolastici e riequilibrare il patto educativo tra la scuola e le famiglie, restituendo a queste ultime il diritto prioritario di scelta educativa.
L’approvazione ha suscitato reazioni profondamente contrastanti. Da un lato, le associazioni dei genitori ed esponenti della maggioranza, come la senatrice di Fratelli d’Italia Ella Bucalo e la sottosegretaria Paola Frassinetti, esprimono forte soddisfazione, vedendo nella legge la fine di progetti ideologici extra-curcolari e la tutela della libertà educativa familiare. Di contro, le opposizioni e organizzazioni come Save the Children esprimono un giudizio duramente critico. Gli esponenti del Movimento 5 Stelle e del Partito Democratico denunciano la norma come un ritorno al passato che rischia di censurare il dibattito su temi cruciali come la prevenzione della violenza di genere e delle malattie sessualmente trasmissibili, ostacolando la crescita civile degli studenti e allontanando l’Italia dagli standard educativi europei.
ITALIAOGGI- VIA AL FORUM MEDITERRANEO. OBIETTIVO: RAFFORZARE IL RAPPORTO TRA FORMAZIONE E IMPRESA- ALESSANDRA RICCIARDI
L’articolo illustra l’avvio del primo “TechSkills Forum”, un evento internazionale focalizzato sull’istruzione tecnica e professionale dei Paesi del Mediterraneo, promosso dai ministeri dell’istruzione italiano ed egiziano nell’ambito del Piano Mattei. L’iniziativa, organizzata al Cairo, vede la partecipazione di ben quindici delegazioni nazionali, oltre mille persone tra studenti e docenti, un centinaio di scuole e le principali associazioni imprenditoriali. Al centro del forum ci sono laboratori esperienziali e panel tematici incentrati su innovazioni didattiche in settori strategici come la robotica, l’intelligenza artificiale, l’agrario e il tessile. L’evento, guidato dal ministro dell’Istruzione italiano Giuseppe Valditara e dal suo omologo egiziano Mohamed Abdel Latif, si focalizza sullo scambio di buone pratiche e sul potenziamento dello studio della lingua italiana in Egitto.
Il cuore del progetto risiede nella valorizzazione della formazione tecnica e professionale intesa come spazio di cooperazione e sviluppo per l’intera area mediterranea. L’iniziativa mira a creare un solido ecosistema che colleghi in modo strutturato l’istruzione al mondo del lavoro, un asse ritenuto fondamentale per la competitività del sistema produttivo italiano e in perfetta sintonia con la nuova centralità assunta dalla riforma italiana del “4+2”. Durante la manifestazione sono previsti laboratori di co-progettazione che coinvolgeranno gruppi internazionali di studenti provenienti da diverse realtà del Mediterraneo, uniti dall’obiettivo di promuovere la creatività, l’imprenditorialità e lo sviluppo di competenze digitali e applicative di successo.
IL SOLE 24 ORE- NELL’EMERGENZA BULLISMO, AVVICINARSI CON EMPATIA PUÒ SALVARE CHI NE SOFFRE- CARLO MARRONI
L’articolo affronta il tema del bullismo e del cyberbullismo analizzandolo come una vera e propria emergenza sociale, spesso sottovalutata dall’opinione pubblica e dalle stesse agenzie educative che tendono a sminuirlo liquidandolo come semplici “ragazzate” o come un normale rito di passaggio dell’adolescenza. Attraverso la recensione del libro *La vita viva. Manuale antibulli* scritto dall’avvocato Anna Pettene — Presidente del Comitato
regionale Ligure dell’Osservatorio nazionale bullismo e disagio giovanile —, viene evidenziato come questo fenomeno colpisca i giovani più deboli provocando traumi profondi che in casi estremi possono condurre al suicidio, complice anche l’alto tasso di violenze che non vengono denunciate. Il bullismo viene definito come un’azione intenzionalmente offensiva, sistematica e reiterata nel tempo, capace di generare uno squilibrio di potere e una sottomissione psicologica o fisica della vittima.
Il testo mette in luce la sofferenza profonda vissuta da bambini e adolescenti nelle scuole o nelle palestre, descrivendo i sintomi somatici e l’isolamento di chi subisce queste prevaricazioni. L’autrice del libro condivide storie dolorose e personali per spiegare che il bullismo non è una prova di coraggio né una lezione di vita obbligata, bensì un atto di arroganza, oppressione e vigliaccheria. Di fronte a questa realtà, l’articolo lancia un appello ai giovani affinché imparino a riconoscere e valutare con precisione i tratti di questo fenomeno anziché isolare chi ne è colpito. La conclusione sottolinea l’importanza cruciale dell’empatia e della vicinanza emotiva da parte degli adulti e dei coetanei: un semplice gesto di ascolto e una domanda sincera sul benessere di chi soffre possono diventare strumenti fondamentali per spezzare l’isolamento e salvare una vita.
IL SECOLO XIX- «MENO BOMBE, PIÙ CARAMELLE» SEICENTO BAMBINI IN CORTEO ALLA RADURA DELLA MEMORIA- L. GIL.
L’articolo racconta lo svolgimento della quarta edizione della Marcia per la Pace, una manifestazione colorata e partecipata che ha visto sfilare circa seicento bambini provenienti dalle scuole dei quartieri genovesi di Sampierdarena, Cornigliano e Certosa. Il corteo ha raggiunto uno dei luoghi più simbolici della città, la Radura della Memoria, trasformandola in uno spazio di riflessione collettiva incentrato sui valori del dialogo e della convivenza. Tra i numerosi cartelloni realizzati dagli alunni, lo slogan che ha catturato maggiormente l’attenzione è stato «Meno bombe più caramelle», un messaggio tanto semplice quanto efficace, capace di racchiudere l’innocenza e la spontaneità con cui i più piccoli guardano al tema della pace mondiale.
L’iniziativa è nata quattro anni fa su impulso e impegno della scuola Firpo, la quale ha progressivamente coinvolto gli altri istituti della zona all’interno di un percorso educativo strutturato e interamente dedicato alla cultura della pace. Come spiegato dalla maestra Sara Bacigalupi, una delle principali promotrici dell’evento, l’obiettivo fondamentale è quello di estendere il lavoro didattico e relazionale svolto quotidianamente in classe portandolo fuori dalle aule scolastiche. In questo modo si intende stimolare e coltivare nei bambini un profondo sentimento di unione, educandoli alla risoluzione pacifica dei conflitti con un messaggio finale estremamente chiaro: «Giù le mani dalla pace».
IL MESSAGGERO- EX SCUOLA VINCIGUERRA IL COMUNE DI ANAGNI CHIEDE 3 MILIONI- PAOLO CARNEVALE
L’articolo illustra il piano di riqualificazione predisposto dall’amministrazione comunale di Anagni per l’ex scuola media “Vinciguerra”, uno storico plesso del centro cittadino chiuso per inagibilità dal 2010 e rimasto inutilizzato per i successivi sedici anni. L’ente locale ha formalizzato una richiesta di finanziamento pari a 3 milioni di euro partecipando a un bando pubblico promosso dal Dipartimento Casa Italia e dal Dipartimento per le Politiche di Coesione e per il Sud. I fondi richiesti saranno destinati principalmente a due macro-interventi: il miglioramento sismico complessivo dell’edificio — attraverso opere di
consolidamento e messa in sicurezza strutturale — e il risanamento conservativo, che prevede il restauro e il recupero delle mura perimetrali interne ed esterne, tutelando così l’identità architettonica del complesso.
Per quanto riguarda il futuro utilizzo della struttura, le prime indiscrezioni escludono quasi certamente il ritorno delle normali attività didattiche all’interno del plesso a causa dell’orientamento attuale dell’amministrazione e dei vincoli tecnici. L’ipotesi più probabile è la riconversione della “Vinciguerra” in una sorta di polo polifunzionale e sede stabile per attività culturali, mostre, convegni ed eventi pubblici, restituendo l’edificio alla cittadinanza sotto una nuova veste logistica. L’avvio effettivo dei lavori resta tuttavia subordinato all’approvazione del finanziamento da parte dei dipartimenti ministeriali competenti.
IL MESSAGGERO- LA SCUOLA IN OSPEDALE COMPIE MEZZO SECOLO. AIUTATI 70MILA GIOVANI- ASIA BUSCIANTELLA
L’articolo celebra i cinquant’anni della “Scuola in Ospedale” presso il Bambino Gesù di Roma, un progetto iniziato nel biennio 1975-76 con soli due docenti e che oggi conta una rete di 80 insegnanti capaci di garantire il diritto allo studio a migliaia di ragazzi ricoverati. Il Presidente dell’ospedale, Tiziano Onesti, definisce l’insegnamento come parte integrante del percorso di cura del paziente. L’iniziativa, nata nella scuola primaria e poi estesa alle medie e ai licei, offre lezioni personalizzate nelle stanze di degenza o nei day hospital per restituire normalità ai giovani pazienti. L’importanza del progetto è stata riaffermata anche dal Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, che ha stanziato un fondo di 20 milioni di euro per la scuola in ospedale e l’istruzione domiciliare.
La seconda parte della pagina dà spazio alle interviste della professoressa Luigia Della Femina e dell’ex alunna Michelle Arcangeli. La docente descrive la scuola in ospedale come un fondamentale presidio di resistenza e normalità in grado di tutelare l’identità del bambino oltre la sua malattia. Michelle Arcangeli, ventunenne sopravvissuta a un delicatissimo trapianto di cuore, racconta la sua commovente esperienza: ha studiato per l’esame di maturità direttamente dal letto del reparto di terapia intensiva, svegliandosi all’alba per ripassare prima delle cure quotidiane, e ha superato l’orale poco prima che il cardiochirurgo le annunciasse l’arrivo dell’organo compatibile.
IL MESSAGGERO- DA PAZIENTI A STUDENTI COSÌ SALVIAMO IL LORO FUTURO» /
«LA MATURITÀ FATTA IN CORSIA DOPO L’ORALE IL CUORE NUOVO»- AS. BUC.
La pagina propone un approfondimento sul progetto della “Scuola in Ospedale” attraverso le testimonianze incrociate di una docente e di una studentessa. Nell’intervista alla professoressa Luigia Della Femina, insegnante di Italiano dell’Istituto Virgilio, viene spiegato come la scuola in corsia non sia un semplice passatempo, ma un presidio di normalità che tutela l’identità dei ragazzi oltre la malattia e offre loro una prospettiva futura. Il lavoro dei docenti si basa su una didattica flessibile e personalizzata, concordata con i medici e le scuole di provenienza, che prevede anche l’uso di tecnologie innovative come l’intelligenza artificiale per creare laboratori interattivi. La professoressa sottolinea l’importanza dell’empatia nel costruire un rapporto di fiducia che aiuti i giovani degenti a superare la fragilità emotiva legata al ricovero.
La seconda intervista raccoglie il commovente racconto di Michelle Arcangeli, una ragazza di ventun anni che nel 2023 ha dovuto sostenere l’esame di maturità dal letto del reparto di
terapia intensiva dell’ospedale Bambino Gesù, dove si trovava in attesa di un trapianto di cuore. Nonostante le gravissime condizioni di salute, la perdita di una gamba e la costante necessità di macchinari medici, lo studio ha rappresentato per lei un’ancora di salvezza e un legame con la vita normale. La studentessa ricorda come si facesse svegliare all’alba per ripassare prima dell’inizio delle terapie quotidiane; ha concluso l’esame orale proprio poche ore prima che i cardiochirurghi le annunciassero l’arrivo dell’organo compatibile che le avrebbe salvato la vita.
Sabato 6 giugno
LA STAMPA- L’EDUCAZIONE AFFETTIVA E QUEGLI INUTILI PALETTI- GIANNI OLIVA
L’autore analizza criticamente l’introduzione dell’obbligo del “consenso informato preventivo” da parte dei genitori per i progetti scolastici legati all’educazione affettiva e alla sessualità nelle scuole medie e superiori. Questa misura, finalizzata formalmente a evitare la propaganda gender e a tutelare i minori, viene descritta come un provvedimento puramente identitario che non risolverà i problemi reali dei ragazzi — come l’accesso precoce alla pornografia online —, ma che rischia invece di alimentare una visione distorta e malata della sessualità.
Oliva paragona questo approccio burocratico alle storiche riforme della scuola: se la riforma di Giovanni Gentile di un secolo fa proponeva una visione autoritaria e di classe ma dotata di una forte impostazione organica, i decreti odierni (come le “Nuove indicazioni nazionali per i Licei” del ministro Valditara) appaiono privi di un reale progetto pedagogico, riducendosi a scampoli di identità ideologica volti solo a imporre paletti normativi ai docenti.
Secondo l’autore, l’obbligo del consenso preventivo lancia un messaggio profondamente negativo, poiché manifesta una palese sfiducia nei confronti dell’istituzione scolastica e della professionalità degli insegnanti, screditando ulteriormente il mondo della formazione. Al contrario, l’educazione alla sessualità e all’affettività dovrebbe essere considerata parte integrante del percorso di crescita degli adolescenti, da affrontare non attraverso divieti o scartoffie burocratiche, ma potenziando i servizi di ascolto e supporto concreto. Viene citato come esempio positivo lo “sportello ginecologico” istituito anni fa in un liceo torinese, un’esperienza concreta che dimostra come i giovani abbiano bisogno di risposte a domande autentiche, di psicologi e di percorsi individualizzati, e non di ulteriori moduli di consenso da far firmare alle famiglie.
L’OSSERVATORE ROMANO- DOVE SI IMPARA E SI CRESCE PERCHÉ SI È CONTENTI-MASSIMO GRANIERI E FRANCO NEMBRINI
Il testo mette al centro dell’attenzione il valore umano e relazionale dell’educazione scolastica attraverso il racconto di esperienze vissute. Franco Nembrini apre la riflessione narrando l’incontro tra Lorenzo, un ex studente del liceo Amaldi di Roma, e il suo professore di lettere Francesco, che è stato per lui una vera e propria guida e una roccia nei momenti di difficoltà grazie alle sue spiegazioni profonde della *Divina Commedia*. Viene poi portata la testimonianza di Mariano, un insegnante di Troia (Foggia) che lavora in una situazione complessa, e di Arietta, una docente che descrive l’impatto positivo del progetto “Le scuole della felicità”, mirato a sviluppare il benessere psicofisico e le competenze non cognitive
degli alunni. Viene inoltre menzionata la storia di Huang, un tredicenne guidato con pazienza dalla sua insegnante Loretta attraverso laboratori di lettura e scrittura.
Nembrini sottolinea che per cambiare la scuola non servono nuove circolari burocratiche ministeriali che complicano i programmi, ma occorre dare autonomia e abrogare norme per permettere alle esperienze positive già esistenti di diffondersi. Viene citato l’esempio dell’edizione 2016 di una manifestazione di volontariato a cui hanno partecipato con entusiasmo gli studenti romani, un contesto comunitario in cui ha trovato spazio anche Cristian, un giovane non battezzato rimasto affascinato da una celebrazione eucaristica.
Nella seconda parte dell’articolo, Massimo Granieri riprende il filo del discorso raccontando il suo incontro con i ragazzi dell’istituto tecnico Pacinotti di Roma e con gli studenti della Traccia di Calcinate (Bergamo), scuola fondata dallo stesso Nembrini. Questi giovani esprimono il profondo desiderio di una scuola che sia un luogo di senso e di sguardi accoglienti, in netta controtendenza rispetto a una quotidianità scolastica in cui i professori spesso non li guardano nemmeno. Richiamando l’enciclica *Magnifica humanitas*, l’autore evidenzia la necessità di una scuola concepita come uno spazio in cui imparare a cercare la verità e a riscoprire la dignità di ogni persona attraverso relazioni affidabili, offrendo ai ragazzi un’alternativa concreta al fallimento scolastico e alla nebbia dell’indifferenza.
Domenica 7 maggio
LA NUOVA SARDEGNA- SCUOLE APERTE PER LE ATTIVITÀ SERALI. LA PROVINCIA CERCA NUOVI PARTNER- CATERINA COSSU
La Provincia di Oristano punta a utilizzare i fondi europei (Fesr e Fse+ 2021-2027) legati al bando regionale “Scuole aperte, scuole nuove” per trasformare gli istituti scolastici in spazi aperti alla comunità, capaci di ospitare attività culturali, sportive e formative anche oltre il normale orario delle lezioni. A questo scopo, l’ente guidato dal presidente Paolo Pireddu ha pubblicato un avviso pubblico per raccogliere manifestazioni di interesse da parte di soggetti privati, imprese, realtà del terzo settore e associazioni che vogliano stringere un partenariato. L’obiettivo dell’iniziativa, promossa dalla Regione Sardegna, è favorire una maggiore integrazione tra le scuole e il territorio per creare opportunità di apprendimento innovative e contrastare la dispersione scolastica, specialmente nelle aree più fragili. Il progetto prevede un utilizzo flessibile sia degli spazi scolastici interni che di altri luoghi esterni come musei, teatri, parchi e piazze. Il partenariato dovrà comprendere almeno una scuola statale, un ente locale e un soggetto privato, e la scadenza per la presentazione della proposta progettuale da parte della Regione è fissata per il 30 giugno.
IL MESSAGGERO- MEETING DEI MATURANDI IN 150 SULLA FRANCIGENA- ELENA PITTIGLIO
Circa 150 studenti dell’ultimo anno delle scuole superiori della diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo hanno partecipato al primo “Meeting dei Maturandi”. I ragazzi hanno intrapreso un cammino di circa 15 chilometri lungo la via Francigena, partendo dalla chiesa della Madonna della Libera di Aquino per poi raggiungere le sorgenti del fiume Gari a Cassino. L’iniziativa, coordinata dal professor don Salvatore Piccolo e nata per unire spiritualità, condivisione e riflessione in vista dei prossimi esami, ha vissuto due
momenti salienti: il primo ad Aquino dedicato alla “comunità originaria”, e il secondo alle sorgenti del Gari incentrato sul rinnovo della memoria del Battesimo con il vescovo Gerardo Antonazzo. Studenti di diversi istituti, tra cui il liceo “Carducci”, l’ITIS e il liceo scientifico “Pellechia”, hanno espresso grande entusiasmo per l’esperienza, descrivendola come un’importante occasione di crescita personale, unione e serenità interiore prima del traguardo della maturità.
AVVENIRE- IN MARCIA CONTRO IL BULLISMO «LA SCUOLA CREI LEGAMI BUONI»-MARCO BIROLINI
Circa 1.800 persone tra alunni, docenti e genitori delle scuole dell’Opera Sant’Alessandro di Bergamo – dall’infanzia alle superiori – si riuniscono in un cammino di riflessione e preghiera verso Sotto il Monte, paese natale di Papa Giovanni XXIII. L’iniziativa non è una semplice gita di fine anno, ma rappresenta un cammino educativo volto a contrastare ogni forma di prevaricazione, isolamento e violenza relazionale. Come sottolineato dal rettore don Emanuele Poletti, il bullismo e il cyberbullismo interpellano profondamente la missione educativa, richiedendo un’alleanza forte tra adulti e ragazzi per costruire legami sani basati sul rispetto reciproco. Durante l’evento viene presentato un “manifesto” contro l’ingiustizia, scritto dagli studenti più grandi, mentre i bambini della scuola dell’infanzia e della primaria offrono un decalogo di custodia reciproca riassunto nell’acronimo “Open”: osserviamo, proteggiamo, empatizziamo, partecipiamo, rispettiamo, amiamo. L’obiettivo è spingere i giovani a non voltarsi dall’altra parte di fronte alle difficoltà dei compagni, superando l’omertà e l’isolamento amplificati dall’uso distorto dei social e delle nuove tecnologie.
Varie dal web Italia
-Newsletter del Ministero dell’Istruzione e del Merito n. 266 – 3 giugno 2026. https://www.mim.gov.it/web/guest/-/newsletter-n-266
-In una scuola di Napoli il ‘Murale del rispetto’ contro la violenza di genere. https://www.google.com/amp/s/www.ansa.it/amp/campania/notizie/2026/06/06/in-una-scuola
-di-napoli-il-murale-del-rispetto-contro-la-violenza-di-genere_d82a56c2-1fc6-4ac2-a8c3-2cb6 510d7d21.html
-A Villa Monastero un progetto di formazione scuola lavoro. https://lecconotizie.com/societa/mandello-societa/a-villa-monastero-un-progetto-di-formazion e-scuola-lavoro/
Dal mondo
-Spagna- Le scuole spagnole non sono pronte per le alte temperature. https://www.google.com/amp/s/www.eleconomista.es/actualidad/amp/13952441/las-escuela s-espanolas-no-estan-listas-para-las-altas-temperaturas
-Colombia- In Colombia la lingua coreana sarà insegnata ufficialmente nelle scuole medie e superiori.




