Martedì 7 aprile
REPUBBLICA “VIA I SOCIAL AGLI UNDER 15” LA CORSA DEL GOVERNO ALLA LEGGE GIÀ IN CANTIERE M.N.D.L.
L’articolo riporta l’accelerazione del governo italiano verso una nuova normativa volta a vietare l’uso dei social network ai minori di 15 anni. Questa mossa dell’esecutivo, discussa in una riunione presieduta dal sottosegretario Mantovano con diversi ministri, punta a imporre alle piattaforme digitali meccanismi rigidi di controllo dell’età e il coinvolgimento diretto dei genitori.
Tuttavia, l’iniziativa ha scatenato una forte polemica politica, in particolare da parte del Partito Democratico. Simona Malpezzi sottolinea come esista già da oltre un anno una proposta di legge bipartisan, già incardinata al Senato e frutto di un lungo lavoro di audizioni con esperti, che il governo starebbe ora cercando di “scavalcare” con un proprio testo nuovo. L’opposizione accusa dunque Palazzo Chigi di voler semplicemente apporre la propria firma su una battaglia sociale sentita, ignorando il percorso parlamentare già avviato che aveva raccolto il consenso di vari schieramenti, da Fratelli d’Italia al PD.
Il contesto che spinge verso questi provvedimenti è dettato da un allarme crescente per la salute mentale degli adolescenti, confermato dai dati riportati nell’infografica: il 77% dei ragazzi italiani si dichiara dipendente dai dispositivi digitali e oltre il 62% dei bambini tra gli 11 e i 13 anni possiede già almeno un profilo social. La fretta del governo sembra alimentata anche dall’impatto emotivo di recenti fatti di cronaca legati all’uso distorto della rete, ma resta l’incognita se questa “corsa” legislativa porterà a una norma efficace o se finirà per rallentare l’iter già in corso a causa dello scontro politico.
STAMPA INTERVISTA A MATTEO FLORA – “CONTRO GLI ABUSI SOCIAL BISOGNA MULTARE I GENITORI E CONTROLLARE ANCHE LORO” ROCIOLA ARCANGELO
In questa intervista l’esperto di digitale Matteo Flora sostiene che l’unico modo realmente efficace per impedire ai minori l’accesso ai social sia colpire economicamente i genitori attraverso delle sanzioni. Secondo Flora, qualsiasi barriera tecnologica o blocco a livello di sistema operativo è destinata a fallire, poiché i ragazzi riescono facilmente ad aggirare i divieti utilizzando strumenti come le VPN o semplicemente mentendo sull’età con il tacito consenso dei familiari. L’esempio del Regno Unito, dove l’uso delle VPN è esploso del 1.500% in seguito ai tentativi di blocco, dimostra come la tecnologia da sola non possa risolvere un problema che è in primo luogo educativo e culturale.
L’esperto sottolinea che molti genitori sono i primi a ignorare i rischi, permettendo o addirittura incoraggiando la presenza online di bambini giovanissimi, come nel caso dei “baby influencer”. Per questo motivo, Flora propone una misura drastica: concedere alle forze dell’ordine il potere di ispezione sui dispositivi dei minori. Se durante un controllo venissero trovati account attivi su profili di bambini che non dovrebbero averli, la responsabilità e la conseguente multa dovrebbero ricadere direttamente sui genitori, similmente a quanto avvenuto in passato per l’introduzione dell’obbligo del casco o delle cinture di sicurezza. Solo attraverso una forte pressione economica, secondo l’analisi, si potrebbe ottenere un reale cambiamento nei comportamenti delle famiglie e una riduzione significativa degli abusi digitali.
STAMPA GIOVANI SENZA EREDI MASTROCOLA PAOLA
L’articolo analizza il profondo mutamento culturale che vede un numero crescente di giovani rinunciare alla genitorialità, interpretandola non più come una conseguenza dell’egoismo, ma come il rifiuto del concetto stesso di “trasmissione” e di discendenza. Rispetto a quarant’anni fa, la scelta di non avere figli è diventata una conquista di civiltà e di libertà individuale, che però mette in crisi l’idea tradizionale di famiglia e il passaggio di testimone tra generazioni, sia esso materiale, affettivo o culturale.
La riflessione si sposta poi sulla natura di questa scelta: i giovani d’oggi sembrano preferire una vita “leggera”, libera dal peso dell’eredità e dalla responsabilità di dover insegnare o tramandare qualcosa. Questo desiderio di non appartenere a una catena cronologica riflette una volontà di vivere il presente senza l’illusione dell’eternità garantita dai figli. È una libertà che l’autrice definisce “amara”, poiché, se da un lato offre l’emancipazione dai vincoli del passato, dall’altro conduce verso un isolamento che spezza il ciclo della vita, portando a una società di individui “sciolti” che preferiscono non lasciare tracce dietro di sé.
AVVENIRE DOCENTI DI RELIGIONE PRIME SENTINELLE CONTRO GLI ABUSI – LA PROTEZIONE DEI MINORI ENTRA IN CLASSE INSEGNANTI DI RELIGIONE “ATTORI DI TUTELA” MOIA LUCIANO
L’articolo illustra il ruolo cruciale degli insegnanti di religione come “sentinelle” e attori attivi nella protezione dei minori contro ogni forma di abuso. Oltre duemila docenti hanno partecipato a percorsi di formazione promossi dal Servizio Cei per la tutela dei minori e dall’Ufficio nazionale scuola, con l’obiettivo di acquisire competenze specifiche per “intercettare” le ferite invisibili di bambini e ragazzi. L’iniziativa punta a trasformare l’aula scolastica in un perimetro di sicurezza, capace di accogliere il disagio e trasformarlo in percorsi di resilienza attraverso una cultura della prevenzione e della cura.
Il testo evidenzia dati allarmanti riguardo ai maltrattamenti in Italia, sottolineando un aumento del 58% dei casi negli ultimi sette anni, con forme di abuso che spaziano dalla trascuratezza alla violenza psicologica e sessuale. Gli esperti coinvolti nella formazione hanno fornito ai docenti strumenti pratici per riconoscere i segnali clinici e i cambiamenti comportamentali degli alunni, istruendoli al contempo sugli aspetti legali e sulle corrette modalità di intervento in caso di sospetto abuso, bullismo o cyberbullismo. In questa prospettiva, l’educazione non viene intesa solo come trasmissione di saperi, ma come una missione etica volta a garantire che ogni studente sia protetto e valorizzato nel suo percorso di crescita.
SECOLO XIX SOCIAL BLOCCATI PER GLI ADOLESCENTI, ECCO LA MAPPA DEI DIVIETI NEL MONDO DE FAZIO MARIO
L’articolo offre una panoramica globale e nazionale sulle crescenti restrizioni all’uso dei social network per i minori, evidenziando come la tentazione dei divieti stia diventando una tendenza mondiale. L’Australia si è posta all’avanguardia con una normativa molto stringente che include il blocco dei social per gli under 16 e pesanti sanzioni per i colossi tecnologici inadempienti. Altre nazioni come l’Indonesia, la Francia (con il limite dei 15 anni) e diversi stati degli USA stanno seguendo percorsi simili, spesso spinti da sentenze
giudiziarie che riconoscono la responsabilità delle piattaforme nel causare danni alla salute mentale dei giovani.
In Italia, il dibattito è particolarmente acceso ma frammentato. Esistono numerose proposte di legge depositate da quasi tutti gli schieramenti politici — da Azione al PD, fino a Fratelli d’Italia e Lega — che puntano a introdurre soglie di età (generalmente tra i 13 e i 15 anni) e l’obbligo del consenso genitoriale. Nonostante la convergenza sull’urgenza del tema, alimentata anche da recenti e drammatici fatti di cronaca, manca ancora una sintesi legislativa unitaria. Mentre il Senato e la Camera hanno finora proceduto con testi differenti, l’obiettivo comune resta quello di contrastare dipendenza digitale, cyberbullismo e l’influenza degli algoritmi, cercando un difficile equilibrio tra protezione dei minori e libertà di accesso alla rete.
SECOLO XIX GLI ALGORITMI MANIPOLANO I GIOVANI COME FUNZIONA E COME DIFENDERSI CALZERONI PABLO
L’articolo analizza i meccanismi di manipolazione psicologica operati dagli algoritmi dei social network, evidenziando come il design di queste piattaforme sia studiato per generare dipendenza attraverso la “gamification” e la gratificazione istantanea. Questo sistema, che punta a catturare l’attenzione degli utenti per fini commerciali di profilazione e vendita dati, è particolarmente pericoloso per i giovani, poiché ne deforma le abitudini e la percezione della realtà, portando a forme di radicalizzazione e isolamento emotivo.
Per contrastare questo fenomeno, il Partito Democratico ha presentato una proposta di legge che, a differenza di altre iniziative focalizzate solo sui divieti d’età, punta a regolamentare direttamente l’architettura digitale delle piattaforme. Il progetto mira a vietare le pratiche manipolatorie che creano dipendenza, a garantire il diritto a una navigazione non profilata come impostazione predefinita e a introdurre un dovere di “diligenza algoritmica”. La proposta prevede inoltre l’attribuzione di poteri sanzionatori all’Agcom e l’istituzione di un fondo per l’alfabetizzazione digitale, finanziato proprio dai proventi delle multe comminate ai colossi del web che non rispettano le nuove tutele per i minori.
Mercoledì 8 aprile
GIORNALE «SALVIAMO I GIOVANI CERVELLI DAI SOCIAL» L’APPELLO AL GOVERNO (CHE STUDIA IL DIVIETO) COPPETTI SERENA
L’articolo riporta l’appello accorato dello psicoterapeuta dell’età evolutiva Alberto Pellai indirizzato alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, sia nel suo ruolo istituzionale sia in quello di madre. Pellai, insieme al pedagogista Daniele Novara e a oltre centomila firmatari di una petizione, sollecita il governo a intervenire con fermezza per limitare l’accesso ai social media e alle piattaforme di condivisione video ai minori di 15 anni, definendo la situazione attuale una vera “emergenza di sanità pubblica”. Il terapeuta evidenzia il senso di impotenza dei genitori che, pur riconoscendo i danni psicologici causati dal “massaggio dopaminergico” delle piattaforme, faticano a imporre divieti individuali se questi non sono supportati da una norma collettiva che protegga l’intera generazione.
La riflessione di Pellai si sposta poi sulla responsabilità delle multinazionali del digitale, accusate di aver trasformato i bambini nel loro prodotto principale, sfruttandone l’ingenuità a fini di lucro. L’articolo sottolinea come l’Italia si stia muovendo sulla scia di altri Paesi come
l’Australia, la Francia e la Spagna, che hanno già avviato o attuato procedimenti legislativi per imporre divieti entro il 2026. In questo scenario, il mondo politico italiano sembra trovare una rara unità d’intenti: l’obiettivo comune, sostenuto da diverse proposte di legge, è quello di sottrarre i “giovani cervelli” alla manipolazione degli algoritmi e restituire agli adulti un ruolo attivo e autorevole nella vita e nella crescita dei propri figli.
Giovedì 9 aprile
IL SOLE 24 ORE- SÌ AI TRASFERIMENTI DI UN ANNO PER I PROF CON GENITORI OVER 65- EUGENIO BRUNO CLAUDIO TUCCI
L’articolo illustra le novità introdotte da un emendamento al decreto Pnrr approvato dalla commissione Affari costituzionali della Camera in merito alla mobilità del personale scolastico.
La modifica legislativa introduce un’importante deroga al vincolo di permanenza triennale nella stessa sede, permettendo ai docenti che hanno un genitore di età superiore ai 65 anni di richiedere l’assegnazione provvisoria per un anno, facilitando così l’avvicinamento al proprio nucleo familiare. Questa misura funge da “paracadute” dopo che il nuovo contratto sulla mobilità aveva eliminato le precedenti deroghe, confermando invece quelle già previste per chi ha figli minori di 12 anni (soglia innalzata rispetto ai precedenti 6 anni).
Oltre alle questioni legate ai trasferimenti, il testo riporta altri interventi rilevanti per il settore istruzione e ricerca. Tra questi spicca la possibilità per i docenti che hanno superato il concorso straordinario 2020 di iscriversi in elenchi regionali per le immissioni in ruolo, e l’investimento di 17 milioni di euro annui dal 2026 al 2031 destinato ai dottorati di ricerca dell’alta formazione artistica e musicale (Afam). Infine, l’articolo menziona una semplificazione per gli atenei, che potranno stipulare contratti di ricerca e collaborazioni scientifiche utilizzando risorse esterne senza che queste gravino sui limiti di spesa del personale, favorendo così l’attrazione di nuovi talenti.
Venerdì 10 aprile
CORRIERE DELLA SERA- I GIOVANI NEL MIRINO DEI TERRORISTI SOCIAL E VIDEOGAME PER ARRUOLARLI- RINALDO FRIGNANI
Il testo riporta un’intervista a Lucio Pifferi, direttore della Polizia di Prevenzione e coordinatore del Comitato di analisi strategica antiterrorismo (CASA), riguardo alle nuove e pericolose frontiere della radicalizzazione.
Pifferi evidenzia come il rischio di terrorismo stia mutando verso una dimensione “ibrida”, dove l’ideologia non è più solo di matrice jihadista ma si mescola a rigurgiti di antisemitismo e ideologie di estrema destra. Il principale terreno di reclutamento è diventato lo spazio digitale: le organizzazioni terroristiche utilizzano social media e piattaforme di videogame per agganciare giovani e giovanissimi (spesso tra i 13 e i 16 anni), sfruttando la loro fragilità psicologica e l’isolamento sociale. Attraverso messaggi subliminali, video accattivanti e chat private, i minori vengono spinti verso processi di radicalizzazione rapidissimi, che possono portare a piani di auto-addestramento per la costruzione di armi artigianali o stampate in 3D. L’intervista sottolinea l’importanza cruciale del ruolo dei genitori e della scuola nel monitorare i segnali di disagio o i cambiamenti repentini nelle abitudini dei ragazzi. Pifferi suggerisce la necessità di “depotenziare” i percorsi di radicalizzazione prima che diventino irreversibili,
auspicando l’introduzione di una normativa specifica in Italia per la prevenzione, simile a quella di altri paesi europei. La sfida, conclude il direttore, è prevenire la formazione di piccoli gruppi o “lupi solitari” che, influenzati dai flussi migratori e dai conflitti internazionali (come quelli nel Sahel o in Somalia), potrebbero decidere di colpire obiettivi simbolici nelle città europee.
IL SOLE 24 ORE- FORMAZIONE DEI PROF SU PARITÀ E RISPETTO- EUGENIO BRUNO CLAUDIO TUCCI
Viene descritto il lancio del progetto “Educazione al rispetto”, volto a diffondere tra gli studenti una cultura basata sul rispetto dell’altro, sul contrasto alla violenza e sulla parità di genere. Il Ministro Valditara sottolinea come la scuola debba essere il luogo in cui si formano cittadini consapevoli e capaci di costruire relazioni sane, attraverso percorsi formativi triennali sviluppati dall’istituto Indire con un investimento di 11 milioni di euro. Questi programmi non coinvolgeranno solo i docenti, ma l’intera comunità scolastica, integrandosi nelle linee guida dell’educazione civica per prevenire episodi drammatici di cronaca legati al disagio giovanile.
IL SOLE 24 ORE- CORSI FLESSIBILI PER I DOCENTI DI SOSTEGNO- EUGENIO BRUNO CLAUDIO TUCCI
L’articolo si focalizza sulla specializzazione dei docenti precari che operano nel sostegno. L’emendamento al decreto Pnrr introduce percorsi flessibili gestiti da Indire o dalle università, riservati a chi ha già maturato almeno tre anni di servizio in questo ambito. L’obiettivo è stabilizzare il sistema di supporto per gli alunni con disabilità, permettendo ai docenti di completare le attività di formazione entro il 30 giugno per poter accedere alle graduatorie provinciali (GPS) e aspirare a una cattedra. La consigliera del Ministro, Elsa Maria Bruni, evidenzia come questa personalizzazione del percorso miri a valorizzare l’esperienza sul campo, riducendo al contempo il contenzioso legato al riconoscimento dei titoli esteri e garantendo una maggiore continuità didattica per gli studenti.
IL SOLE 24 ORE- L’EQUITÀ TRA GENERAZIONI È LA CONDIZIONE PER GOVERNARE IL FUTURO- ALESSANDRO ROSINA
Viene affrontato il tema cruciale dello squilibrio demografico e sociale che caratterizza l’Italia contemporanea. L’analisi parte dalla constatazione che il rovesciamento della piramide dell’età non è solo un dato statistico, ma un fenomeno che ridefinisce i rapporti di forza politici e gli equilibri del welfare, rischiando di marginalizzare i giovani e la loro capacità di incidere sulle scelte pubbliche.
Rosina sottolinea che, in un Paese dove la popolazione anziana aumenta e quella giovanile diminuisce, l’equità generazionale non deve essere vista come un costo, ma come un investimento collettivo strategico. L’autore introduce il concetto di “Valutazione d’Impatto Generazionale (VIG)” uno strumento legislativo che dovrebbe servire a garantire che le politiche pubbliche non favoriscano una generazione a discapito di un’altra, ma promuovano la sostenibilità sociale, economica e demografica nel lungo periodo. Perché questo strumento sia efficace, occorre passare da una logica puramente difensiva (evitare svantaggi) a una proattiva, che investa concretamente sulle “capacità” dei giovani attraverso l’istruzione, l’accesso al lavoro e la stabilità familiare.
In conclusione, l’articolo ribadisce che non è più sufficiente dichiarare retoricamente che “i giovani sono il futuro”. Per governare le sfide poste dall’Unione Europea e dai mutamenti globali, è necessario coinvolgere attivamente le nuove generazioni nei processi decisionali, trasformando la VIG in una leva trasformativa che orienti il Paese verso scenari di crescita sostenibile, restituendo fiducia nel domani e solidità al patto tra generazioni.
Sabato 11 aprile
IL SOLE 24 ORE- DISPERSIONE SCOLASTICA, CALO RECORD: 8,2% NEL 2025- EUGENIO BRUNO CLAUDIO TUCCI
L’articolo analizza i dati Istat relativi all’abbandono scolastico in Italia, evidenziando un risultato storico per il sistema d’istruzione nazionale.
Il testo riporta che il tasso di dispersione è sceso all’8,2%, permettendo all’Italia di raggiungere con cinque anni di anticipo il target fissato dal Pnrr (10,2%) e persino quello più ambizioso dell’Agenda 2030 (9%). Questo calo, definito dal ministro Valditara come un grande successo per il Paese, posiziona l’Italia in una condizione migliore rispetto a partner europei come Germania e Spagna. Il miglioramento è particolarmente visibile nel Mezzogiorno, dove regioni come la Campania hanno fatto registrare progressi significativi, sebbene permangano divari territoriali evidenziati dall’infografica, che mostra picchi di abbandono in Sicilia (13,7%) e Sardegna (13,6%) a fronte di una media nazionale molto più contenuta.
Tuttavia, l’analisi sottolinea che restano ancora delle criticità aperte. In particolare, persiste un forte divario per quanto riguarda i giovani con background migratorio: nonostante il miglioramento rispetto al 2022, il tasso di abbandono per questa categoria resta elevato (26,2%). Inoltre, viene segnalato il calo dei Neet (giovani che non studiano e non lavorano), scesi al 13,3%, un dato positivo ma che richiede ancora attenzione. Per consolidare questi risultati, il Ministero punta su investimenti mirati, come i 13 milioni di euro destinati a docenti incaricati dell’insegnamento dell’italiano agli studenti stranieri, con l’obiettivo di favorire una reale inclusione e ridurre ulteriormente la fragilità del percorso scolastico.
CORRIERE DELLA SERA- SENZA SOCIAL DUE SETTIMANE. COSÌ IL NOSTRO CERVELLO «RINGIOVANISCE» DI 10 ANNI- VIOLA ALVICH
L’articolo riporta gli esiti di recenti ricerche scientifiche pubblicate su testate prestigiose come PNAS Nexus e JAMA Network Open. Lo studio evidenzia come un periodo di “disintossicazione digitale” di sole due settimane possa produrre effetti straordinari sulla salute mentale, paragonabili a un recupero di efficienza cognitiva di un decennio.
I dati raccolti dimostrano che la sospensione dell’uso delle piattaforme riduce drasticamente i livelli di ansia e i sintomi depressivi, migliorando sensibilmente sia la qualità del sonno sia la capacità di concentrazione. Gli scienziati spiegano che gli algoritmi dei social sono progettati per creare dipendenza, mantenendo il cervello in uno stato di costante sollecitazione emotiva che logora le funzioni cognitive. Una breve pausa permette al sistema nervoso di resettarsi, portando anche a una naturale riduzione del tempo trascorso davanti allo schermo una volta terminata la fase di distacco totale. In sintesi, il “digital detox” emerge come una strategia di prevenzione e cura estremamente efficace per contrastare il malessere psicologico della società contemporanea.
Domenica 12 aprile
IL SOLE 24 ORE- SOCIAL NETWORK, LE NUOVE MISURE PER LA SICUREZZA DEI MINORI- ANTONINO CAFFO
L’articolo analizza l’evoluzione delle piattaforme digitali da semplici strumenti di intrattenimento a complessi spazi di relazione che richiedono una protezione attiva per gli utenti più giovani.
L’autore sottolinea come la responsabilità della tutela dei minori sia passata da una dimensione esclusivamente familiare a una stretta collaborazione con i grandi operatori del digitale, spinti anche dalle crescenti pressioni dei governi europei. Nel panorama delle app più diffuse, Meta ha introdotto account con protezioni automatiche rigide e vincoli per gli under 16, mentre TikTok punta sul “Family Pairing” per permettere ai genitori di monitorare tempo d’uso e privacy. Anche WhatsApp si è adeguata introducendo gli “account gestiti”, che consentono ai tutor di supervisionare le interazioni e le impostazioni di sicurezza senza violare la riservatezza dei messaggi, segnando un passaggio fondamentale verso un’educazione digitale consapevole anziché basata sulla mera moderazione dei contenuti.
CORRIERE DELLA SERA- LA MEGLIO GIOVENTÙ PREMIATA DAL COLLE- RICCARDO BRUNO E PAOLO VIRTUANI
L’articolo celebra i 28 giovani nominati Alfieri della Repubblica dal Presidente Mattarella per il loro eccezionale impegno civile e solidale.
La narrazione si snoda attraverso le storie di ragazzi che si sono distinti in diversi ambiti: da Francesco, l’angelo del fango di Salerno, a Jasmeen, che attraverso la poesia promuove l’integrazione a Reggio Emilia, fino a Viola, capace di un salvataggio eroico tra i ghiacci del Milanese. Il testo mette in luce anche l’innovazione sociale, citando l’impegno di Dalila verso i neonati prematuri a Rimini, l’ideazione di un’app contro lo spreco alimentare da parte di due studenti napoletani e l’iniziativa della “CondividApe” di Leonardo a Torino. In sintesi, gli autori offrono un ritratto collettivo di una generazione che risponde alle fragilità del territorio e della società con altruismo, resilienza e spirito d’iniziativa.
CORRIERE DELLA SERA- DIFESA DELL’ORATORIO, VERO LABORATORIO- BEPPE SEVERGNINI
L’articolo riflette sul ruolo storico e sulle attuali criticità di questa istituzione educativa italiana.
L’autore evidenzia come l’oratorio abbia formato generazioni di cittadini, ma mette in guardia contro i recenti episodi di violenza e degrado che stanno colpendo le parrocchie lombarde, citando aggressioni ai danni di sacerdoti a Caravaggio e Stradella, oltre a rapine compiute da baby gang a Milano. Severgnini critica la tendenza della politica a scaricare le responsabilità e l’atteggiamento di certa sinistra nel negare l’evidenza del problema, sottolineando come molti dei responsabili di queste prepotenze siano ragazzi di seconda generazione, spesso figli di famiglie straniere che faticano a orientarsi nella nostra società. Il pezzo si conclude con un appello a non ignorare questi fenomeni per evitare di esasperare l’elettorato, suggerendo la necessità di interventi normativi e di un supporto concreto a queste famiglie.
Varie dal web Italia
–Compiti scritti e intelligenza artificiale: “Vi dico come individuarli”. L’uso crescente di strumenti di intelligenza artificiale generativa nella produzione di testi scolastici sta aprendo un nuovo fronte nel lavoro quotidiano degli insegnanti. Non si tratta soltanto di una questione tecnologica, ma di un cambiamento che incide sui metodi di verifica, sulla valutazione e sul rapporto educativo.
Indicazioni operative arrivano sia dall’esperienza diretta dei docenti sia da riflessioni emerse nel dibattito pubblico, come quelle riportate in un’intervista della professoressa Manuela Piracci al Resto del Carlino.
https://www.orizzontescuola.it/compiti-scritti-e-intelligenza-artificiale-vi-dico-come-individuarli
–Immagini in classe, il portale con film, video, canali tematici e podcast. Martedì 21 aprile (ore 15:00), il gruppo di lavoro INDIRE per il PN “Scuola e Competenze” 2021-2027 organizza un webinar dal titolo “Immagini in classe: il multimediale nella didattica del PN Scuola e Competenze 2021-2027” dedicato alla presentazione della pagina web “Immagini in classe”, strumento creato da INDIRE per l’utilizzo e la diffusione dei materiali multimediali (film, video delle scuole, podcast canali tematici) nella didattica. Sarà l’occasione per approfondire in particolare l’utilizzo del multimediale nell’attuazione del Programma Nazionale 21-27. Durante l‘incontro online verrà illustrata l’esperienza dell’Istituto Comprensivo Statale “A. Olivieri” di Pesaro realizzata nell’ambito cinematografico. Il webinar si svolgerà su piattaforma Cisco Webex. La partecipazione è aperta a tutti, ma è richiesta l’iscrizione.
https://www.sinergiediscuola.it/notizie/docenti/immagini-in-classe-il-portale-con-film-video-ca nali-tematici-e-podcast.html
–Minori con armi e droga a scuola, il prefetto di Lecce scrive alle famiglie. Nel territorio della provincia di Lecce si registra un “aumento delle denunce e segnalazioni per porto d’armi all’interno degli istituti scolastici, coinvolgendo anche minori di quattordici anni, nonché episodi di consumo e spaccio di sostanze stupefacenti nelle vicinanze e all’interno dei plessi scolastici, oltre al verificarsi di gravi atti di violenza che alimentano l’allarme sociale”. È quanto emerge dai dati diffusi dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Lecce nel corso di una recente riunione del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, svoltosi in Prefettura a Lecce. Sulla base di questi dati, il prefetto di Lecce Natalino Manno ha inviato una circolare ai dirigenti scolastici della provincia. https://www.google.com/amp/s/www.ansa.it/amp/canale_legalita_scuola/notizie/2026/04/09/ minori-con-armi-e-droga-a-scuola-il-prefetto-di-lecce-scrive-alle-famiglie_dab35b51-45fd-43d 4-b4a0-4f1306be26ad.html
Dal mondo:
Spagna-
Gli asili nido di Madrid iniziano uno sciopero a tempo indeterminato per chiedere condizioni migliori. Gli operatori dei servizi per l’infanzia della Comunità di Madrid hanno iniziato uno sciopero a tempo indeterminato per protestare contro le precarie condizioni di lavoro che, a loro dire, affliggono le fondamenta del sistema educativo. Chiedono aumenti salariali e classi meno numerose, criticando al contempo i servizi minimi imposti dall’amministrazione, che considerano “abusivi”. La giornata è iniziata con i centri che operavano con il personale minimo indispensabile. Secondo le linee guida stabilite, per ogni classe devono essere
presenti almeno un direttore e un educatore, una misura che, a detta dei lavoratori, non modifica sostanzialmente la loro situazione abituale. https://www.google.com/amp/s/amp.rtve.es/noticias/20260407/huelga-educacion-infantil-ser vicios-minimos/17012826.shtml
Repubblica Dominicana-
Stato di emergenza dichiarato nella Repubblica Dominicana a causa delle forti piogge: dodici scuole danneggiate e servizi essenziali sospesi. Le piogge più intense del decennio hanno causato allagamenti urbani, frane e ingenti danni materiali. Dodici scuole sono state colpite, diverse stazioni della metropolitana sono fuori servizio e una bambina è morta a causa del crollo di un muro nella sua abitazione. https://www.google.com/amp/s/www.infobae.com/republica-dominicana/2026/04/10/emergen cia-por-lluvias-en-republica-dominicana-danos-en-doce-escuelas-y-servicios-basicos-suspe ndidos/%3foutputType=amp-type
Cile- Polemiche in Cile sui meccanismi per contrastare la violenza nelle scuole.
Il presidente cileno José Antonio Kast ha inviato oggi al Congresso nazionale due proposte di legge volte a combattere la violenza nelle scuole, scatenando polemiche sulle cause e sui metodi per porre fine a questo grave problema.
Una delle iniziative mira a modificare il Codice Penale per creare nuove circostanze aggravanti per la responsabilità penale nei reati contro la comunità scolastica e gli istituti scolastici. La seconda, denominata “Scuole Protette”, stabilisce misure come la perquisizione degli zaini, conferisce agli insegnanti il potere di applicare sanzioni pedagogiche, correttive e disciplinari e vieta l’uso di cappelli, cappucci e altri indumenti che ostacolano il riconoscimento facciale. Inoltre, elimina qualsiasi possibilità di istruzione gratuita per coloro che vengono sanzionati per atti di violenza contro la vita, l’integrità fisica o psicologica di individui, o contro beni o infrastrutture pubbliche.
https://www.prensa-latina.cu/2026/04/07/polemica-en-chile-por-mecanismos-para-frenar-la-v iolencia-escolar/
Argentina- L’assenteismo scolastico è in aumento in tutto il paese: metà degli studenti è assente per più di 15 giorni all’anno.
Gli insegnanti lo mettono in guardia e gli studenti lo riconoscono: l’assenteismo scolastico è in aumento in Argentina. Il 51% degli studenti dell’ultimo anno delle scuole superiori ammette di aver perso 15 giorni o più di scuola quest’anno, secondo i questionari integrativi degli ultimi test Aprender; questa cifra è aumentata di 7 punti percentuali tra il 2022 e il 2024, secondo un nuovo rapporto di Argentinos por la Educación (Argentini per l’Istruzione). L’aumento è stato registrato in tutte le 24 giurisdizioni.




