
Come ogni anno, si è svolta la consueta festa di San Francesco nell’omonima parrocchia di Monte Mario, quest’anno resa ancora più solenne dalla ricorrenza degli 800 anni dalla morte del Santo.
I festeggiamenti hanno avuto inizio il giorno 24 settembre con la novena al Santo di Assisi, che ne ha ripercorso la vita.
Due momenti principali hanno animato la serata di venerdì 2 ottobre: per gli adulti una meditazione a cura di padre Maurizio Fagnani SchP, dal titolo “Francesco: profeta e testimone oggi”; contemporaneamente, i volontari della parrocchia hanno intrattenuto i bambini, raccontando la storia del Poverello e del Cantico delle Creature, che ha poi ispirato i bambini nella realizzazione di un cartellone sul tema, presentato all’altare durante la messa del 4 ottobre.
La giornata del sabato, trascorsa al mattino con le pulizie della chiesa ad opera dei volontari, è poi culminata con il suggestivo e solenne Transito del Santo, durante il quale la luce soffusa in chiesa è stata rischiarata dall’accensione di otto lampade, a significare gli ottocento anni dalla nascita al cielo di Francesco. Tanti i simboli che hanno caratterizzato la funzione: il cero pasquale, simboleggiante Cristo luce del mondo; il crocifisso di San Damiano; l’Evangeliario; la cesta vuota, per indicare la libertà di Francesco; la Porziuncola, luogo carissimo al Santo; acqua, terra di Assisi e luce di candela, in ricordo del Cantico delle Creature; il pane, segno di fraternità, distribuito alla fine della celebrazione per essere condiviso in famiglia o con un vicino; brocca, catino e asciugatoio, simboli di servizio e dell’ultimo brano evangelico che il Santo volle sentire prima di giungere alla dimora celeste; un saio e cingolo francescani, a memoria della morte sulla nuda terra del Poverello.
Culmine dei festeggiamenti è stata la giornata di domenica 4 ottobre, apertasi con la processione per le vie del quartiere con la recita del rosario francescano. A seguire, Santa Messa solenne, presieduta dal Padre Generale, padre Carles Gil i Saguer, che ha esortato l’assemblea all’imitazione dello stile di condivisione fraterna di Francesco, rifuggendo ogni egoismo, così come fece il Calasanzio che lasciò tutto per educare i bambini poveri. Il Padre Generale ha poi posto delle domande concrete su cui riflettere: questa parrocchia è casa per i più poveri? È luogo dove i bambini e i giovani si sentono accolti? Segue lo stile di Francesco e del Calasanzio? Sull’esempio di santità dei due, siamo chiamati personalmente e comunitariamente a rispondere, portando avanti e migliorando, ove necessario, i servizi che già la parrocchia offre a ultimi e piccoli.
La fraternità del pranzo comunitario sembra esser stata già un momento di risposta a questi interrogativi: il servizio a tavola dei giovani, l’assistenza ai poveri, il coordinamento laborioso dei volontari, potrà rappresentare senza dubbio un ottimo punto di partenza. Nel pomeriggio, i bambini si sono divertiti con la “Caccia Francescana”, in cui hanno incontrato i personaggi della vita di Francesco e i loro valori: il Crocifisso di San Damiano, Santa Chiara, frate Bernardo, frate Leone, il Lupo e il Lebbroso. Anche ai piccoli è stata lasciata una domanda: cosa ho imparato da frate Francesco? Le risposte a tale domanda, sono state poste su un globo per indicare il mondo nuovo che dobbiamo impegnarci a realizzare.
Antonio Ciaramella novizio e Federico Pani postulante
