P. ALFREDO VINCI

1916 – 2015

Patris Alfredi VINCI CERICA a Sacro Corde Iesu

ex Provincia Italiae (olim Romana)

Una lunga vita è comunemente ritenuta come uno speciale favore del Cielo. “Vita ti ha chiesto a lui l’hai concessa “(Salmo 21, 5). Ben si può dire questo del nostro padre Alfredo, nato ad Alatri (Frosinone) il 5 novembre 1916 e morto a Roma – Calasanzio il 23 febbraio 2015, abbastanza prossimo al compimento dei cento anni, di cui talvolta parlava. In tenerissima età perse la Mamma, al tempo della “spagnola”.

Ammesso, nel 1927, nel nostro Speranzinato di Frascati, vi compì gli anni del ginnasio, il primo dei quali presso il noto collegio Mondragone dei Gesuiti, gli altri nella nostra Casa. L’ 8 dicembre 1931 indossò l’abito calasanziano nel Noviziato interprovinciale di Finalborgo (Savona), nel quale, emise la professione semplice il 29 dicembre 1932. Nella nostra Casa del Pellegrino, in Firenze, riprese gli studi, proseguiti poi a Genova – Cornigliano e, dal 1° marzo 1936, nel nuovo studentato interprovinciale del Calasanctianum di Roma – Monte Mario. Nell’ottobre del 1937, con altri tre confratelli della Provincia Romana, passò allo Studentato Internazionale di San Pantaleo e frequentò la teologia alla prestigiosa PUG – Pontificia Università Gregoriana, conseguendo la Licenza in Teologia insignito, insieme ad un confratello ungherese, della medaglia d’argento. Nel frattempo, il 27 novembre 1937, si era legato definitivamente alle Scuole Pie con la Professione solenne.

Il 14 marzo 1940 fu ordinato sacerdote e, per alcuni mesi, fu di comunità presso Santa Maria del Pianto. Dal 1940 al 1944 fu nella Comunità del Collegio Nazareno. Lavorò nel semiconvitto e insegnò nel ginnasio; quindi fu ministro del Convitto e conseguì il Diploma Magistrale. Dal 1944 al 1948 fu nella nostra comunità presso la parrocchia di Santa Scolastica in Rieti, con impegni in parrocchia, nell’attiguo carcere giudiziario e con gruppi di Scouts e di Azione Cattolica. Su richiesta di Monsignor Vescovo insegnò Lettere nel Seminario diocesano. Conseguita la maturità classica si iscrisse all’Università. Dal 1948 al 1958 fu alle Scuole Pie di Frascati ed insegnò Lettere ai nostri Speranzini. Qui, sotto la guida del maestro Gigi Tosi, poté dare perfezionamento alla sua grande passione di fotografo. Fu anche Economo della Casa e cappellano della Comunità delle Suore Immacolatine, nella quale viveva ancora la venerabile Fondatrice Madre Brigida Postorino. Dal 26 settembre 1958 fu di comunità all’Istituto “S. G. Calasanzio“ dove rimase fino alla morte. Insegnò Lettere nella scuola media sino all’anno 2000. Fino al 1969 esercitò con abilità anche l’ufficio di Economo. Quindi, allorché all’inizio degli anni Settanta una bufera funesta investì la Provincia, anch’egli ne fu scosso, eppure tenacemente resistette, scendendo nella trincea della sofferenza e di un impenetrabile silenzio. Fu cappellano della vicina Casa Generalizia delle Suore del Divin Redentore (dette le “Suore Ungheresi”) e prestò vari servizi ad altre comunità religiose femminili, in modo particolare presso il Ricovero per persone anziane delle Suore del Buon Pastore. Collaborò a lungo e intensamente con la parrocchia di Prima Porta nella cura pastorale del grande cimitero Flaminio. Dal 1967 al 1979 fu Consigliere dell’Opera Pia Collegio Nazareno. Tutte queste attivi- tà non lo distolsero mai dal praticare con interesse l’arte della fotografia, alla quale, soprattutto negli anni del pensionamento, affiancò una cospicua produzione poetica, risultando un buon versificatore. Pubblicò due volumetti di foto e di ver- si, che furono piuttosto apprezzati. Tra l’altro, possedeva una bella grafia corsiva. Alla celebrazione del 60° di sacerdozio (nel 2000) , ebbe la singolare soddisfazione della presenza, nelle prime file di banchi, della sua ultima classe, una terza media. Ormai pensionato, andò diradando gli impegni e si prese grande cura della salute che andava indebolendosi, mentre la mente restò lucida sino alla fine. Il testo che preparò per il “ricordino funebre” dice molto di lui e viene qui

riportato integralmente:

“Padre, accoglimi, Ti prego; a Te consegno la mia fragilità, i miei peccati sicuro della Tua tenerezza; anch’io Ti ho invocato, anch’io Ti ho cercato con cuore sincero; accoglimi per i meriti di Maria Santissima che tanto hai privilegiata con la maternità del Tuo Figlio, per i dolori sofferti ai piedi della croce; accoglimi con la vergine Maria e tutti i Santi, per la Tua gloria, per Cristo Tuo Figlio, morto e risorto per tutto il genere umano. Prima di essere avvolto dal silenzio della tomba, chiedo a Te, o Padre, un ultimo prodigio: aspettando la Resurrezione, sognare i volti, risentire le voci dei miei cari e di tutti i miei alunni che tanto mi sublimarono in vita e ai quali lascio un’eredità di speranze, sicuro che invocheranno per me quiete e riposo”.

Il 25 febbraio 2015, ai funerali, celebrati nella cappella dell’Istituto “S. G. Calasanzio” e presieduti dal padre Mateusz Pindelski, Assistente Generale per l’Italia e l’Europa Centrale, erano presenti confratelli, ex-colleghi d’insegnamento, numerosi famigliari, Suore del Divin Redentore ed ex-alunni, tra i quali alcuni di quella Terza Media presenti al 60° di sacerdozio alle soglie del pensionamento. Per il grandissimo attaccamento alla terra natia e alla famiglia, la sua salma fu trasferita ad Alatri e tumulata nella tomba di famiglia. Sit Tibi, Pater, terra levis.

Riposa in pace!

Luigi Capozzi, Sch. P.

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